In memoria di Ryuichi Tanaka sensei
Il 27 ottobre scorso si è spenta la vita terrena di Ryuichi Tanaka sensei, Kyoshi, 7° dan. Per molti Kyudojin dell’Accademia Procesi è stato, negli anni precedenti, uno dei più importanti punti di riferimento nello studio del Kyudo.
Venne per la prima volta in Italia nel 1983, invitato da Placido Procesi, e da allora si adoperò attivamente per lo sviluppo del Kyudo nel nostro Paese, sia con viaggi a Roma che assistendo, insieme a Nakano sensei e Minai sensei, coloro che si recavano in Giappone per praticare.
Figlio di un Giappone che non esiste quasi più, fu un insegnante eccellente, grande esperto della cultura tradizionale e non ignaro degli aspetti più profondi dello Yumi no Kokoro. Molti di noi conservano e utilizzano ancora i suoi accessori, che amava realizzare con le proprie mani e donare ai praticanti italiani.
Quanti hanno avuto la fortuna di studiare con Tanaka sensei ricordano i suoi insegnamenti espressivi ed efficaci. Era proverbiale il modo in cui si rendeva perfettamente comprensibile, pur non conoscendo egli l’italiano, e gli allievi il giapponese. In particolare, resta impresso in ciascuno di coloro che hanno avuto le sue correzioni il suo modo di incitare l’arciere nel Kai, la fase di massima apertura dell’arco, quel suo aprire le braccia e spronare con quella voce profonda e quelle espressioni inconfondibili.
E chi di noi in questi anni di pratica, in quegli istanti cruciali del tiro che precedono il rilascio della freccia, in cui ciascuno mette in gioco tutto ciò che di migliore possiede e ha ricevuto, non ha sentito risuonare dentro di sé quell’incitamento, immaginando quell’anziano giapponese che ingiungeva di non mollare e continuare ad espandere?
Da oggi, quell’incitamento sarà ancor più vivo, e continuerà a rendere migliore, freccia dopo freccia, il nostro tiro e la nostra vita.
Grazie, Tanaka sensei

