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  • "... Uno degli altri tengu chiese: 'Se è così, come mai uno come me non riesce a raggiungere la Via, nonostante si sforzi di praticare?'. Il demone rispose: 'Cosa significa che non riesci a raggiungerla? Vi si può pervenire anche solo studiando i Saggi, a maggior ragione praticando un’arte come quella della spada. Ascolta, l’arte della spada rappresenta la disciplina e l’esercizio della Grande Energia...'".

    Tratto da Il Discorso del Demone sulle Arti Marziali, di Issai Chozanshi.

    31 MARZO - 1° APRILE 2012:
    SEMINARIO DI SHODO AL WASEIKAN
    CON NORIO NAGAYAMA SENSEI

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    Shodo

    Settembre 2011: il nuovo corso di Shodo

    Corso di Shodo 2011-2012Ogni anno l’Accademia promuove nel suo Dojo Waseikan un corso ospitato di Shodo, la Via della Scrittura, sotto la guida dell’amico Roberto steve Gobesso 1. Il corso 2011-2012 sta per iniziare, e per qualsiasi informazione basta scrivere una mail all’Accademia [clicca qui]. Ricordiamo che è possibile accedere alle lezioni anche in un secondo momento.

    Quest’anno vogliamo completare il semplice annuncio del nuovo corso con uno scritto, in cui un’allieva dell’Accademia e praticante di Shodo esprime alcune brevi considerazioni sulla pratica della Via della Scrittura nel Waseikan, e che possono essere molto utili per meglio comprendere in cosa consista quest’arte mirabile.

     

    Shodo nel Waseikan

    Chi si accosta per la prima volta alla calligrafia giapponese lo fa (come è accaduto a chi scrive) con un senso di inevitabile leggerezza, che ben presto lascia il posto alla sensazione di compiere gesti antichi, nobili, arcani, con un peso e un significato che si comprenderà solo – forse – tra molto tempo. E tuttavia in quei segni tracciati sulla carta di riso, pur con tutta l’esitazione dell’occidentale non più avvezzo ad atti lenti e misurati, c’è una freschezza che si rinnova ad ogni nuovo tratto.

    Si cominciano a vergare i primi segni...Già dall’inizio della lezione, mentre si prepara l’inchiostro e si cominciano a vergare i primi segni, niente altro che linee orizzontali e verticali su un foglio per abituarsi al movimento e alla postura corporea, i rumori di fondo si attutiscono, l’orecchio della mente si fa più attento, tutto l’essere si predispone automaticamente a qualcosa che non conosce più, ma che spontaneamente ricorda… Si dice che la “giusta” posizione del pennello obblighi il corpo e la mente ad assumere la “giusta” postura, ed è vero. Come un arco teso al massimo dell’apertura corretta consente di tirare una freccia che non colpisce solo bersagli percepibili da occhio umano, come una spada abilmente estratta disegna nell’aria l’avversario invisibile, così un fude nelle mani di un esperto calligrafo costruisce un segno che lascia stupiti e ammirati per la sua indelebile bellezza.

    A un certo punto del viaggio...E il primo pensiero formulato dalla mente è proprio questo: il segno. Un segno che non si cancella, che non è “scritto”, che non è “dipinto”… È un mettere se stessi su carta, mentre quelle prime linee orizzontali e verticali diventano man mano linee più o meno sottili o corpose, spazi, distanze, rapporti, kanji, caratteri e carattere. Il carattere di chi inizia a praticare, per molto tempo ignaro che con quel continuo misurare lo spazio e disporre i tratti, in realtà, sta ricostruendo le coordinate di se stesso, il cardo e il decumano della sua esistenza, mentre nel contempo si osserva nello specchio bianco che prende forma tra un segno e l’altro.

    Una continua sfida...A un certo punto del viaggio percepirà, nel silenzio che pian piano si impone tra i praticanti, il tenue fruscio della carta di riso, il fremito dell’inchiostro che si unisce a poche gocce d’acqua nella pietra antica, il sussurro del pennello che sfiora appena o solca guizzando il foglio. Sentirà il respiro farsi più regolare e in armonia con i movimenti. Avvertirà in qualche modo il legame profondo che ogni calligrafo ha con le sue opere quando, pur essendo ultimate, forse perfino montate e appese al muro a far bella mostra di sé, inspiegabilmente non gli appaiono “altro” da sé, oggetti, “creazioni”, ma continuano a far parte della sua essenza, sempre nuove, con qualcosa che rimane inespresso e purtuttavia presente e vivo.

    Poi c’è e ci sarà lo studio degli stili, della storia, dei maestri della calligrafia, gli esami, i concorsi, la pratica strappata ai ritmi quotidiani, la conoscenza e la cura dei preziosi strumenti dell’arte…

    Ma adesso, guardo fuori del Waseikan,
    i tre cipressi che oscillano leggermente
    nella caligine meridiana.
    E torno sorridendo
    su sentieri
    d’inchiostro e
    di carta
    di riso.

    Note:

    1. Diploma di Pre Sandan dalla Nihon Kyoiku Shodô Renmei, “Japan Educational Calligraphy Federation” di Tôkyô, e allievo del maestro Nagayama Norio; steve ha esposto le sue opere calligrafiche in Italia, Svizzera e Corea del Sud anche con la Cec (Confederazione europea di calligrafia). La pagina sullo Shodo del suo sito Web >>

    Ottobre 2010: inizia il nuovo corso di Shodo, la Via della Scrittura

    Il corso di Shodo, ospitato dall’Accademia Romana Placido Procesi nel Dojo Waseikan, è ormai un’importante appuntamento nelle attività dell’Accademia stessa.

    Per il terzo anno consecutivo il nostro amico Roberto steve Gobesso guiderà i partecipanti nella pratica e nella comprensione di quest’arte affascinante. Le lezioni costituiscono un’ottima opportunità per coloro che volessero accostarsi alla Via della Scrittura.

    Diversi praticanti dei due anni trascorsi hanno anche affrontato i primi esami, a cui si erano preparati nel corso delle lezioni copiando alcune composizioni dei Maestri Calligrafi del passato. 

    Ricordiamo che è possibile scrivere a questo indirizzo: accademiaprocesi AT gmail DOT com per qualsiasi informazione in merito al corso, a cui si può accedere anche in un secondo momento.

    Roberto steve Gobesso è diploma di Pre Sandan dalla Nihon Kyoiku Shodô Renmei, “Japan Educational Calligraphy Federation” di Tôkyô, e allievo del maestro Nagayama Norio; steve ha esposto le sue opere calligrafiche in Italia, Svizzera e Corea del Sud anche con la Cec (Confederazione europea di calligrafia).

    La pagina sullo Shodo del suo sito Web >>

    Le immagini sono state gentilmente concesse da Roberto steve Gobesso.

    Luglio 2010: Kyudo e Shodo in due scuole elementari del II Municipio di Roma

    Il logo dell'evento.

    Nell’ambito delle attività “A scuola per gioco” promosse dal II Municipio di Roma, L’Accademia Romana Placido Procesi ha realizzato nel mese di Luglio quattro incontri di presentazione, informazione e primi rudimenti tecnici presso due scuole elementari del II Municipio di Roma (la “Giuseppe Mazzini” nei giorni 6 e 9, e la “XX Settembre” nei giorni 14 e 16), volti a far conoscere il Giappone attraverso i suoi aspetti più caratteristici ma anche più insoliti come il mito del Sol Levante, la sua antica mitologia, i valori e le virtù dei Samurai.

    Nella prima giornata l’incontro con i ragazzi è stato conformato ad un metodo di dialogo che ha ottenuto l’immediato coinvolgimento dei ragazzi, suscitando curiosità e stimolandoli a porre domande.

    PRIMA GIORNATA – Introduzione teorica

    Abbiamo iniziato con il chiedere ai bambini cosa conoscessero del Giappone. Le risposte sono state ovviamente centrate sui fumetti (manga), sul cibo che si mangia con le bacchette o sulle arti marziali e, avendone alcuni di loro già avuto occasione di sentirne parlare, sui samurai.

    A questo punto i ragazzi sono stati coinvolti basandosi sulle regole comportamentali della società giapponese; hanno quindi provato l’inchino (Rei): un modo di salutare che è piaciuto talmente ai ragazzi che lo hanno fatto anche tra loro e lo hanno ripetuto anche nei nostri confronti alla fine dell’incontro.

    Grazie ad una serie di immagini scelte per l’occasione e proiettate in classe, è stato possibile spiegare ai ragazzi la conformazione geografica del Giappone, il significato della sua bandiera, i vari aspetti tradizionali che ne formano tuttora la cultura.

    Abbiamo potuto rilevare che l’attenzione di tutti si è concentrata soprattutto su uno yumi, un arco giapponese che avevamo portato in aula; sono state quindi illustrate le caratteristiche uniche di questo strumento, considerato dai giapponesi, tra l’altro, uno degli oggetti più preziosi della loro cultura.

    Questo ci ha offerto l’opportunità di raccontare la mitologia nipponica, la nascita dal mare delle isole del Giappone grazie all’intervento degli dèi. Una storia che ha suscitato molto interesse e tante domande sull’argomento.

    Proseguendo nel racconto siamo arrivati ai samurai, presentandoli non solo come grandi guerrieri, ma anche come persone per le quali virtù come l’onore, la sincerità, il rispetto, la benevolenza, il coraggio, la giustizia, la compassione e la gentilezza erano gli aspetti più importanti della loro vita e della loro educazione. Un codice d’onore cui si conformavano non solo gli uomini ma anche le donne, le quali hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia nipponica, suscitando così un forte interesse anche nelle bambine presenti.

    Agli alunni è stato chiesto qual era la virtù che apprezzavano maggiormente in questi guerrieri e qual erano le virtù che pensavano di avere. Grande importanza è stata data alla virtù del rispetto.

    Abbiamo poi introdotto, grazie ad alcuni filmati girati nel nostro dojo (il luogo della pratica), alcune prime informazioni su una serie di tiri cerimoniali che hanno suscitato nei bambini una grande eccitazione. Il discorso è poi proseguito sulle tradizioni nipponiche, si è quindi parlato della cerimonia del tè (Chado) e dell’arte della calligrafia giapponese (Shodo).

    Alla fine dell’incontro abbiamo invitato tutti a partecipare alla seconda giornata dove avrebbero potuto provare, con l’aiuto degli istruttori, a tirare una freccia con l’arco giapponese e a scrivere con i caratteri giapponesi gli ideogrammi delle virtù dei samurai che li avevano così sensibilmente emozionati.

    La prima giornata si è conclusa con un inchino tradizionale giapponese (Rei) di tutti i bambini.

    SECONDA GIORNATA – La pratica

    La seconda giornata è iniziata disponendo in ordine tutti i ragazzi e salutando rispettosamente con l’inchino (Rei), come introdotto nella giornata precedente. Tutti i ragazzi presenti sono stati suddivisi in due gruppi: una parte ha seguito il Kyudo (il tiro con l’arco) e l’altra lo Shodo (la calligrafia).

    Prima di cominciare a far provare a tirare i vari gruppi, tre membri dell’Accademia hanno eseguito dei tiri dimostrativi.

    Massima attenzione è stata posta alla messa in sicurezza degli spazi per il tiro; ognuno dei bambini, quindi, ha potuto avere l’emozione di tirare la propria prima freccia ed anzi alcuni, entusiasti per questa esperienza, hanno voluto tirarne altre. Mentre gli uni tiravano, gli altri, seguiti dai nostri istruttori, imparavano ed eseguivano esercizi di preparazione, mentre ad altri ancora venivano date descrizioni tecniche ed informazioni sull’arco e sulla tecnica di tiro.

    L’altra parte dei ragazzi che ha seguito invece lo Shodo, ha potuto ricevere i primi rudimenti sulla calligrafia giapponese. Per l’occasione sono stati preparati dei tavolini sui quali sono stati disposti pennelli giapponesi, inchiostro e carta con i quali gli alunni, sotto lo sguardo attento delle istruttrici, hanno cominciato a tracciare, secondo le regole, i caratteri nipponici, i kanji, cercando di scrivere gli ideogrammi che identificano le virtù dei samurai.

    Ai bambini è stata data l’opportunità non solo di scrivere i kanji, ma anche di poter conservare e portare a casa i loro lavori disegnati su grandi fogli.

    Anche questa seconda giornata si è conclusa con un rispettoso inchino e la promessa di poterci rivedere nel Dojo di Nepi.

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    27 settembre 2009: l’Accademia Procesi alla “Giornata dello Sport” del Secondo Municipio di Roma

    Nell’ambito della “Giornata dello Sport” indetta dal II Municipio di Roma, e tenutasi a Villa Ada, l’Accademia Romana Placido Procesi ha partecipato con dimostrazioni di Kyudo, Iaido e Shodo. L’evento, che ha visto una massiccia partecipazione di pubblico e che si è protratto per l’intera giornata, si è svolto in un’area all’interno della villa con un apposito allestimento curato totalmente dall’Accademia. Persone di ogni età hanno avuto l’opportunità di tirare una freccia con l’arco giapponese e di tracciare i tradizionali kanji secondo le regole dell’Arte della Scrittura.

    Con l’occasione si ringraziano l’amministrazione del II Municipio di Roma, gli organizzatori e tutti coloro che hanno reso possibile la condivisione di questa “rassegna” delle Arti tradizionali nipponiche.

    Come di consueto, pubblichiamo di seguito alcune immagini di questa lieta e luminosa giornata.

    20 settembre 2009: apertura del nuovo corso di Shodo

    Anche quest’anno l’Accademia Romana Placido Procesi ospita un corso pratico di Shodo, la Via della Scrittura, diretto dall’amico Roberto steve Gobesso. Le lezioni avranno una cadenza mensile, come nel corso precedente, che ha avuto un ottimo successo.

    Sarà un’occasione di ulteriore approfondimento per coloro che hanno preso parte alle lezioni della scorsa stagione, e un’opportunità per quanti volessero cimentarsi per la prima volta in quest’arte stupenda.

    Alcuni dei partecipanti del precedente corso, tra l’altro, hanno partecipato al seminario diretto dal maestro Nagayama Norio tenutosi a Comeglians, fra le montagne della Carnia, dal 19 al 26 agosto.

    Al corso, che è iniziato domenica 20 settembre, è possibile accedere anche in un secondo momento. Per qualsiasi informazione si può scrivere al nostro indirizzo di posta elettronica: accademiaprocesi AT gmail DOT com.

    Roberto steve Gobesso è diploma di Pre Sandan dalla Nihon Kyoiku Shodô Renmei, “Japan Educational Calligraphy Federation” di Tôkyô, e allievo del maestro Nagayama Norio; steve ha esposto le sue opere calligrafiche in Italia, Svizzera e Corea del Sud anche con la Cec (Confederazione europea di calligrafia).

    La pagina sullo Shodo del suo sito Web >>.