Archive del 2010
Ottobre 2010: inizia il nuovo corso di Shodo, la Via della Scrittura
Il corso di Shodo, ospitato dall’Accademia Romana Placido Procesi nel Dojo Waseikan, è ormai un’importante appuntamento nelle attività dell’Accademia stessa.
Per il terzo anno consecutivo il nostro amico Roberto steve Gobesso guiderà i partecipanti nella pratica e nella comprensione di quest’arte affascinante. Le lezioni costituiscono un’ottima opportunità per coloro che volessero accostarsi alla Via della Scrittura.
Diversi praticanti dei due anni trascorsi hanno anche affrontato i primi esami, a cui si erano preparati nel corso delle lezioni copiando alcune composizioni dei Maestri Calligrafi del passato.
Ricordiamo che è possibile scrivere a questo indirizzo: accademiaprocesi AT gmail DOT com per qualsiasi informazione in merito al corso, a cui si può accedere anche in un secondo momento.
Roberto steve Gobesso è diploma di Pre Sandan dalla Nihon Kyoiku Shodô Renmei, “Japan Educational Calligraphy Federation” di Tôkyô, e allievo del maestro Nagayama Norio; steve ha esposto le sue opere calligrafiche in Italia, Svizzera e Corea del Sud anche con la Cec (Confederazione europea di calligrafia).
La pagina sullo Shodo del suo sito Web >>

Le immagini sono state gentilmente concesse da Roberto steve Gobesso.
11 ottobre 2010: Commemorazione di Placido Procesi, nel quinto anniversario della scomparsa

Placido Procesi è mancato cinque anni fa. L’Accademia che da lui ha preso il nome si è riunita in questo anniversario, e frecce bianche sono state tirate in suo onore. Dimostrazioni di Kyudo e di Iaido hanno poi suggellato l’identità e la finalizzazione di un’Accademia che vuole attraversare gli anni presenti per tramandare alle generazioni di domani questa possibilità di conoscenza e di trasformazione dell’essere umano.
Giacché al di là della persona di Placido Procesi, che più di uno non ha mai conosciuto – come è fatale con il passare del tempo – ciò che rende preziosa la sua commemorazione è la perpetuazione dell’idea di Accademia, del metodo e dell’attitudine che ne scaturiscono e a cui lui stesso non si stancò mai di esortare nel corso di tutta la sua vicenda terrena.

Il tiro delle frecce bianche in onore di Placido Procesi.
11-12 settembre 2010: Amburgo, sessione speciale di esami di Kyudo
In questi due giorni si è svolta nell’Alster Dojo di Amburgo una sessione straordinaria di esami, indetta principalmente per quegli europei che in seguito alla nube vulcanica non hanno potuto recarsi a Tokyo per i seminari e gli esami di aprile.
La Commissione era composta da:
- Takeo Ishikawa sensei, Hanshi, 8° dan;
- Mitsuo Kawamura sensei, Hanshi, 8° dan;
- Kato sensei, Hanshi, 8° dan.
Dei quattro membri dell’Accademia che vi hanno preso parte, due hanno conseguito il Secondo Dan. A loro vanno le congratulazioni di tutta l’Accademia.





25-29 agosto 2010: Seminario di Iaido
a Borgo Valsugana (TN)

I tre sensei del seminario, dall'alto: Miyazaki Kentaro sensei, Ide Tomota sensei e Shirai Keiko sensei.
L’Accademia Romana Placido Procesi ha preso parte al seminario che è stato diretto dai maestri:
- Miyazaki Kentaro sensei, Kyoshi, 8° dan;
- Ide Tomota sensei, Kyoshi, 8° dan;
- Shirai Keiko sensei, Kyoshi, 7°dan.
Dal secondo dan in su i partecipanti hanno potuto praticare il Musoshinden Ryu, mentre fino al primo dan lo studio è stato incentrato sul Seitei.
Tra gli argomenti toccati dai sensei particolarmente importante è il concetto di Kigurai, tradotto da Miyazaki sensei come “Dignità dell’anima”, e così spiegato:
“C’è un muro che divide il mondo del Kigurai dal mondo ordinario e quotidiano. Per poter vedere al di là del muro e posare lo sguardo nel mondo del Kigurai è necesario alzarsi al di sopra del muro stesso, e questo lo si può fare solo grazie al Kyohon, ossia solo se si posseggono delle solide basi. Le basi sono come uno sgabello che ci consente di elevarci, senza perdere l’equilibrio, al di là del muro per vedere il mondo della Dignità dell’Anima”.
L’Accademia Procesi ha inoltre partecipato, il 30 agosto, al taikai in onore del sensei Ide Katsuhiko, Hanshi, 8° dan.

Un membro dell'Accademia durante la pratica.
Luglio 2010: Kyudo e Shodo in due scuole elementari del II Municipio di Roma

Il logo dell'evento.
Nell’ambito delle attività “A scuola per gioco” promosse dal II Municipio di Roma, L’Accademia Romana Placido Procesi ha realizzato nel mese di Luglio quattro incontri di presentazione, informazione e primi rudimenti tecnici presso due scuole elementari del II Municipio di Roma (la “Giuseppe Mazzini” nei giorni 6 e 9, e la “XX Settembre” nei giorni 14 e 16), volti a far conoscere il Giappone attraverso i suoi aspetti più caratteristici ma anche più insoliti come il mito del Sol Levante, la sua antica mitologia, i valori e le virtù dei Samurai.
Nella prima giornata l’incontro con i ragazzi è stato conformato ad un metodo di dialogo che ha ottenuto l’immediato coinvolgimento dei ragazzi, suscitando curiosità e stimolandoli a porre domande.
PRIMA GIORNATA – Introduzione teorica
Abbiamo iniziato con il chiedere ai bambini cosa conoscessero del Giappone. Le risposte sono state ovviamente centrate sui fumetti (manga), sul cibo che si mangia con le bacchette o sulle arti marziali e, avendone alcuni di loro già avuto occasione di sentirne parlare, sui samurai.
A questo punto i ragazzi sono stati coinvolti basandosi sulle regole comportamentali della società giapponese; hanno quindi provato l’inchino (Rei): un modo di salutare che è piaciuto talmente ai ragazzi che lo hanno fatto anche tra loro e lo hanno ripetuto anche nei nostri confronti alla fine dell’incontro.
Grazie ad una serie di immagini scelte per l’occasione e proiettate in classe, è stato possibile spiegare ai ragazzi la conformazione geografica del Giappone, il significato della sua bandiera, i vari aspetti tradizionali che ne formano tuttora la cultura.
Abbiamo potuto rilevare che l’attenzione di tutti si è concentrata soprattutto su uno yumi, un arco giapponese che avevamo portato in aula; sono state quindi illustrate le caratteristiche uniche di questo strumento, considerato dai giapponesi, tra l’altro, uno degli oggetti più preziosi della loro cultura.
Questo ci ha offerto l’opportunità di raccontare la mitologia nipponica, la nascita dal mare delle isole del Giappone grazie all’intervento degli dèi. Una storia che ha suscitato molto interesse e tante domande sull’argomento.
Proseguendo nel racconto siamo arrivati ai samurai, presentandoli non solo come grandi guerrieri, ma anche come persone per le quali virtù come l’onore, la sincerità, il rispetto, la benevolenza, il coraggio, la giustizia, la compassione e la gentilezza erano gli aspetti più importanti della loro vita e della loro educazione. Un codice d’onore cui si conformavano non solo gli uomini ma anche le donne, le quali hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia nipponica, suscitando così un forte interesse anche nelle bambine presenti.
Agli alunni è stato chiesto qual era la virtù che apprezzavano maggiormente in questi guerrieri e qual erano le virtù che pensavano di avere. Grande importanza è stata data alla virtù del rispetto.
Abbiamo poi introdotto, grazie ad alcuni filmati girati nel nostro dojo (il luogo della pratica), alcune prime informazioni su una serie di tiri cerimoniali che hanno suscitato nei bambini una grande eccitazione. Il discorso è poi proseguito sulle tradizioni nipponiche, si è quindi parlato della cerimonia del tè (Chado) e dell’arte della calligrafia giapponese (Shodo).
Alla fine dell’incontro abbiamo invitato tutti a partecipare alla seconda giornata dove avrebbero potuto provare, con l’aiuto degli istruttori, a tirare una freccia con l’arco giapponese e a scrivere con i caratteri giapponesi gli ideogrammi delle virtù dei samurai che li avevano così sensibilmente emozionati.
La prima giornata si è conclusa con un inchino tradizionale giapponese (Rei) di tutti i bambini.
SECONDA GIORNATA – La pratica
La seconda giornata è iniziata disponendo in ordine tutti i ragazzi e salutando rispettosamente con l’inchino (Rei), come introdotto nella giornata precedente. Tutti i ragazzi presenti sono stati suddivisi in due gruppi: una parte ha seguito il Kyudo (il tiro con l’arco) e l’altra lo Shodo (la calligrafia).
Prima di cominciare a far provare a tirare i vari gruppi, tre membri dell’Accademia hanno eseguito dei tiri dimostrativi.
Massima attenzione è stata posta alla messa in sicurezza degli spazi per il tiro; ognuno dei bambini, quindi, ha potuto avere l’emozione di tirare la propria prima freccia ed anzi alcuni, entusiasti per questa esperienza, hanno voluto tirarne altre. Mentre gli uni tiravano, gli altri, seguiti dai nostri istruttori, imparavano ed eseguivano esercizi di preparazione, mentre ad altri ancora venivano date descrizioni tecniche ed informazioni sull’arco e sulla tecnica di tiro.
L’altra parte dei ragazzi che ha seguito invece lo Shodo, ha potuto ricevere i primi rudimenti sulla calligrafia giapponese. Per l’occasione sono stati preparati dei tavolini sui quali sono stati disposti pennelli giapponesi, inchiostro e carta con i quali gli alunni, sotto lo sguardo attento delle istruttrici, hanno cominciato a tracciare, secondo le regole, i caratteri nipponici, i kanji, cercando di scrivere gli ideogrammi che identificano le virtù dei samurai.
Ai bambini è stata data l’opportunità non solo di scrivere i kanji, ma anche di poter conservare e portare a casa i loro lavori disegnati su grandi fogli.
Anche questa seconda giornata si è conclusa con un rispettoso inchino e la promessa di poterci rivedere nel Dojo di Nepi.
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