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  • "... Uno degli altri tengu chiese: 'Se è così, come mai uno come me non riesce a raggiungere la Via, nonostante si sforzi di praticare?'. Il demone rispose: 'Cosa significa che non riesci a raggiungerla? Vi si può pervenire anche solo studiando i Saggi, a maggior ragione praticando un’arte come quella della spada. Ascolta, l’arte della spada rappresenta la disciplina e l’esercizio della Grande Energia...'".

    Tratto da Il Discorso del Demone sulle Arti Marziali, di Issai Chozanshi.

    31 MARZO - 1° APRILE 2012:
    SEMINARIO DI SHODO AL WASEIKAN
    CON NORIO NAGAYAMA SENSEI

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    Iaido: la Via della Spada tradizionale giapponese

    “La spada è l’anima, se l’anima non è giusta, a sua volta la spada non sarà giusta. Se si vuole imparare ad usare la spada bisogna imparare dall’anima”.  Shimada Toranosuke

    È tradizione far risalire la nascita storica dello Iaido al secondo anno dell’era Eiroku, grazie a Hayashizaki Jinsuke Shigenobu (1546-1621). Si tramanda che poco più che ventenne Hayashizaki si sia recato in un santuario Shinto, ove restò in preghiera per cento giorni; alla fine di questo periodo ebbe un sogno in cui venne istruito sulla tecnica di estrazione della spada. Fu così che il giovane Hayashizaki Jinsuke codificò il primo stile di Iaido chiamandolo Shinmei Muso Ryu. In onore di Hayanshizaki venne eretto un tempio, Hayashizaki Kai Jinja, e i suoi allievi, dopo la sua morte, chiamarono il suo stile Shin Muso Hayashizaki Ryu.

    Nello stesso periodo in tutto il Giappone si stabilì una pace solida e profonda, comincia il periodo Tokugawa (1600-1868) che durerà fino al periodo Meiji. Proprio questa prosperità porterà a un cambiamento sostanziale dell’arte della spada; infatti, dal Bujutsu si passerà al Budo, e dallo Iaijutsu allo Iaido, La spada diventa, storicamente, una via spirituale. Il fine ultimo dello Iaido è l’“Armonia” la “Pace”; non è un caso che proprio questo fine sia racchiuso nella frase “Saya no uchi”, ossia “Vincere senza sfoderare”. La pratica dello Iaido fortifica corpo e spirito, ma il suo obiettivo principale è la consapevolezza del proprio essere e di conseguenza la consapevolezza di questo nel mondo che lo circonda. Ogni Iaidosei (studente dello Iaido) deve armonizzarsi con il mondo psichico, animico e spirituale; ogni praticante di spada deve aspirare all’Unità di questi mondi. La pratica dello Iaido deve forgiare una personalità completa, forte e raffinata, vigorosa e comprensiva. Nello Iaido l’unico vero avversario contro cui combattere deve essere il proprio “Ego”. La spada deve tagliare quelli che sono i propri personalismi di qualunque sfaccettatura essi siano, positivi o negativi. Solo se si pratica in maniera “impersonale” si può dire che si pratica la Via della Spada. Nello Iaido attuale sono stati codificati 12 Kata facenti parte del Seitei. Ogni scuola, inoltre, ha il suo Koryu con i suoi propri Kata.

    Concludendo, una volta chiesero a un maestro di spada quando esattamente avesse intrapreso la Via, e lui rispose così: “Nell’istante in cui iniziai a combattere me stesso (Boku Ryu)”.

    Confederazione Italiana Kendo (C.I.K.) 

    L’Accademia Romana Placido Procesi è membro della Confederazione Italiana Kendo (C.I.K.), l’organizzazione ufficiale riconosciuta dalla European Kendo Federation e dalla International Kendo Federation.