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  • "... Uno degli altri tengu chiese: 'Se è così, come mai uno come me non riesce a raggiungere la Via, nonostante si sforzi di praticare?'. Il demone rispose: 'Cosa significa che non riesci a raggiungerla? Vi si può pervenire anche solo studiando i Saggi, a maggior ragione praticando un’arte come quella della spada. Ascolta, l’arte della spada rappresenta la disciplina e l’esercizio della Grande Energia...'".

    Tratto da Il Discorso del Demone sulle Arti Marziali, di Issai Chozanshi.

    31 MARZO - 1° APRILE 2012:
    SEMINARIO DI SHODO AL WASEIKAN
    CON NORIO NAGAYAMA SENSEI

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    Il Dojo

    La nostra Accademia svolge regolarmente la pratica del Kyudo e dello Iaido in due sedi:

    • il Dojo Waseikan, situato a nord di Roma;
    • presso l’A.S.S.I. Club, in Via Antonio Cesari, n. 4 – Roma.

    Per ulteriori informazioni scrivete a: accademiaprocesi AT gmail DOT com

    Lo Shajo del Waseikan, ove si svolgono le lezioni di Kyudo e Iaido.

    Lo Shajo del Waseikan, ove si svolgono le lezioni di Kyudo e Iaido.

    Il Dojo Waseikan

    Il Dojo ove si svolgono le attività principali dell’Accademia Romana Placido Procesi è il Waseikan (Luogo della Pace Armoniosa), che sorge su un terreno a nord di Roma. Costruito secondo criteri tradizionali, orientato secondo i canoni giapponesi e immerso nel verde, esso, oltre ad ospitare la pratica del Kyudo e dello Iaido, conosce un’attività costante di manutenzione ed abbellimento, a cui si dedicano gli allievi dell’Accademia.

    Oltre alla manutenzione degli edifici, nuove piante e nuovi alberi vengono costantemente piantati e curati, un uliveto inizia a verdeggiare in un angolo del campo, e il vivaio di bonsai cresce all’ombra di un boschetto di leyland.

    Oltre il prato di Yamichi si erge il Matoba, la costruzione che ospita i bersagli (mato).

    Oltre il prato di Yamichi si erge il Matoba, la costruzione che ospita i bersagli (mato).

    Il Waseikan è una realtà vivente e radicata, con il suo Shajo (Sala di Tiro), ove si svolgono le lezioni di Kyudo e Iaido, il Matoba (la costruzione che ospita i bersagli), lo Yamichi (il “sentiero delle frecce”, il prato che separa lo Shajo dal Matoba), la “baita”, il gazebo e la “casetta” (luoghi di ritrovo e di convivio), la cui bellezza sa coinvolgere chiunque acceda all’Accademia per praticare e migliorare se stesso. Questo, del resto, è il senso stesso del “Dojo” tradizionale: la “Sala della Via”, da sempre nella cultura nipponica lo spazio speciale destinato al sentiero dell’Arte.

    Entrare e praticare nel Dojo richiede l’abbandono della dimensione ordinaria, intessuta di abitudini, pregiudizi e disposizioni basate sulla mente duale.

    Orientandosi secondo gli insegnamenti dei maestri, aderendo alle regole proprie del Dojo e imparando a studiare e a collaborare con altre persone, anche molto diverse da lui, il praticante intraprende la Via che forma il suo carattere e lo predispone a scoprire aspetti sempre nuovi e più profondi del suo esercizio. In tal modo, nell’esperienza vivente della Via egli ha la possibilità di conoscere se stesso.

    In tal senso, il Dojo è lo specchio di coloro che lo frequentano…

    Una galleria di Immagini del Waseikan:

     

     


     

     

     

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    Sulla fronte interna dello Shajo campeggia il monito "SILENTIVM", un invito al silenzio tanto esteriore quanto interiore.